Corrente dentro, corrente fuori: Quando l’auto diventa una centrale elettrica

02.06.2025

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Giappone, Gran Bretagna o California: I veicoli elettrici reimmettono sempre più spesso elettricità in rete. La tecnologia a tal fine si chiama ricarica bidirezionale. Scopri di più sugli ultimi sviluppi in tutto il mondo.

Auto elettriche che non si limitano a ricaricare l’elettricità, ma che la cedono all’occorrenza: Il concetto alla base si chiama ricarica bidirezionale, spesso denominata V2X (vehicle-to-everything). In questo articolo mostriamo quali regioni del mondo sono leader nel settore V2X e particolarmente innovative.

  • Giappone: Elettricità di emergenza come compito nazionale

  • Regno Unito: Pioniere europeo del V2 G

  • California: Il V2X sarà presto sancito per legge?

  • Francia: La tecnologia incontra il centralismo

  • Svizzera Piccolo, complesso – ma pronto

Giappone: Elettricità di emergenza come compito nazionale

Dopo il disastro di Fukushima nel 2011, in Giappone la ricarica bidirezionale ha assunto un ruolo del tutto nuovo. La tecnologia Vehicle-to-Load (V2 L), in cui l’auto rifornisce elettrodomestici o economie domestiche in caso di mancanza di corrente, è stata fortemente promossa. «In Giappone le auto hanno già una dotazione bidirezionale standard da oltre dieci anni. Questo da solo dimostra che dal punto di vista tecnologico non è una grande sfida», spiega Marco Piffaretti, esperto di energia e pioniere della mobilità elettrica in Svizzera.
Il governo giapponese non ha introdotto l’obbligo V2 L, ma l’impulso è arrivato dall’alto: «A quanto pare l’imperatore ha chiesto personalmente ai costruttori giapponesi di equipaggiare i loro veicoli», afferma Piffaretti. Oggi nel Paese sono in funzione circa 15 000 sistemi V2H, soprattutto come gruppi elettrogeni di emergenza. La reimmissione nella rete pubblica o l’ottimizzazione del consumo proprio con impianti fotovoltaici sono invece finora poco diffuse in Giappone.

Terminologia V2

  • V2H (vehicle-to-home)
  • V2B (vehicle-to-building)
  • V2G (vehicle-to-grid)
  • V2X (vehicle-to-everything)
  • V2 L (Vehicle-to-load)

Regno Unito: Pioniere europeo del V2 G

La Gran Bretagna è uno dei Paesi europei più attivi in fatto di vehicle-to-grid. Circa 120 progetti pilota sono in corso sull’isola, più che in qualsiasi altro luogo del continente. «Il Regno Unito è molto forte nell’ambito dei progetti pilota. Ciò dimostra che il Paese ha riconosciuto il potenziale e l’urgenza di questa tecnologia», afferma Marco Piffaretti.
Uno dei motivi di questa spinta innovativa: A partire dal 2030 in Gran Bretagna non potranno più essere venduti nuovi motori a combustione. L’industria energetica britannica sta quindi testando intensamente come i veicoli elettrici possano essere integrati nella rete come accumulatori flessibili di energia. «I gestori delle reti di distribuzione hanno imparato a regolare la rete elettrica. In questo modo si crea una situazione win-win», spiega Piffaretti. La volontà politica sembra esserci, indipendentemente dai cambiamenti di governo.

Ricaricare l’auto elettrica in Svizzera: È semplicissimo

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California: Il V2X sarà presto sancito per legge?

Anche la California è una delle regioni con obiettivi climatici particolarmente ambiziosi. A partire dal 2035 potranno essere venduti solo veicoli a emissioni zero. Già oggi è stata emanata una legge che consente alle autorità di prescrivere l’uso della tecnologia V2 G nelle auto elettriche, anche se non è ancora stata implementata. In questo modo la California potrebbe diventare il primo luogo al mondo in cui la ricarica bidirezionale è obbligatoria.
L’approccio americano si differenzia nettamente da quello europeo o asiatico: L’integrazione nella congestionata rete elettrica californiana è una priorità, soprattutto alla luce delle frequenti ondate di calore e delle interruzioni di corrente. Il V2X non è considerato solo la tecnologia del futuro, ma anche un elemento strategico per la sicurezza dell’approvvigionamento.

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Francia: La tecnologia incontra il centralismo

Anche in Francia l’approccio è pragmatico e ambizioso. La casa automobilistica Renault ha lanciato diversi progetti V2 G e ha dotato la nuova Renault R5 E-Tech Electric di tecnologia bidirezionale fin dall’inizio. «In Francia ci sono diversi progetti interessanti, alcuni dei quali in collaborazione con grandi aziende elettriche», spiega Marco Piffaretti.
Un vantaggio del paese organizzato centralmente: La Francia dispone di un solo gestore della rete di distribuzione, il che semplifica l’introduzione di tali tecnologie a livello nazionale. «In Svizzera servono fino a 600 singoli accordi!» prosegue Piffaretti. L’R5 viene offerto come pacchetto completo in combinazione con una stazione di ricarica bidirezionale, un contratto elettrico e un’app per la gestione intelligente dell’energia – un modello che potrebbe fare scuola.

Svizzera Piccolo, complesso – ma pronto

La legge sull’elettricità, approvata il 9 Approvata dal popolo svizzero nel giugno 2024, migliora le condizioni quadro per un esercizio redditizio. Consente, ad esempio, il rimborso dei canoni di rete doppi e la creazione di un mercato della flessibilità per i gestori delle reti di distribuzione locali. Tuttavia, ci vorranno ancora alcuni anni prima che altre condizioni migliorino e che la tecnologia possa affermarsi su vasta scala.

Anche se la Svizzera ha bisogno di recuperare terreno a livello strutturale, qualcosa si muove: Con il progetto «V2X Suisse», Mobility ha testato insieme ai suoi partner la ricarica bidirezionale con 50 veicoli Honda-e. La prova sul campo ha avuto esito positivo: La tecnologia funziona, l’economicità è a portata di mano, a condizione che le condizioni normative siano adeguate. Rimane un ostacolo strutturale: «Abbiamo la quota di locatari più alta d’Europa», afferma Piffaretti. «In genere gli inquilini non riescono a decidere se installare un impianto solare nella loro casa o se installare una stazione di ricarica elettrica nel garage.»

Ma ci sono spiragli di speranza. Le proprietarie e i proprietari di immobili dispongono di un elevato potere d’acquisto e quindi del potenziale per attuare innovazioni. Piffaretti vede grandi opportunità anche per i veicoli delle flotte: «Soprattutto per le aziende che hanno molti camion sulle strade il potenziale è enorme. Che rimangono ferme di notte e di domenica: l’ideale per la ricarica bidirezionale», afferma l’esperto. Che anche Mobility in futuro potrebbe svolgere un ruolo attivo nell’affermazione della tecnologia di ricarica bidirezionale è stato chiarito al più tardi dal progetto «V2X Suisse».

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